La mancanza di equilibrio nell’uomo ..secondo Pietro Ubaldi

Buongiorno, oggi inizio con un articolo un po’ lunghetto… Mancano ancora 28 giorni a Pasqua,  in questo tempo di attesa scrivo alcune pensieri e riflessioni di Pietro Ubaldi il mio filosofo preferito….

Il suo sistema fiolosofico fu considerato da Albert Einstein come risultato da un carteggio  “dolce e leggero” e la sua opera principale, La grande sintesi, fu giudicata da Enrico Fermi “un quadro di filosofia scientifica e antropologica etiva, che oltrpassa di molto i consimili tentativi dell’ultimo secolo”

“L’uomo non sembra in grado di mettere in atto un giusto equilibrio nelle sue azioni o nel valutare gli avvenimenti, essendo sempre portato ad estrapolare per difetto o per eccesso”.

Così scrisse della scienza: «La vostra scienza si è cacciata in un vicolo cieco, senza uscita, in cui la vostra mente non ha domani. Che cosa vi ha dato l’ultimo secolo? Macchine come mai il mondo ne ebbe (ma che sono tuttavia delle Macchine) e in compenso ha disseccata la vostra anima. Questa scienza è passata come un uragano distruttore di tutte la fedi e vi ha imposto, con la maschera dello scetticismo, una volto senza anima. Voi sorridete noncuranti: ma il vostro spirito muore d’inedia e ha gridi strazianti. La vostra scienza è pur essa una specie di disperazione metodica, fatale, senza più speranza. Ha essa risolto il problema del dolore? Che uso sa fare dei mezzi potenti che la hanno dato i segreti strappati alla natura? Il sapere e la forza nelle vostre mani si trasformano sempre in mezzi di distruzione. E a che serve allora il sapere, se invece di farvi salire verso l’alto, rendendovi migliori, è per voi istrumento di perdizione?»

La Legge è Dio: «Le religioni, scrive, tante e, imperdonabile errore, tutte in lotta fra loro, esclusiviste nel possesso della Verità, e ciò in nome di uno stesso Dio, intente, invece che a cercare il ponte che le congiunga, a scovare l’abisso che le divide, ansiose d’invadere ciascuna per sé tutto ol mondo, invece di coordinarsi scagionandosi ognuna al livello che la spetta per la profondità della rivelazione ricevuta, hanno purtroppo ricoperto di umanità l’originaria scintilla Divina».

«Così si predica fede, onestà, ordine, fiducia, sacrificio. Altruismo, perché utili per il dominio. L’ideale vero è il gregge da mungere, il gregge passivo che si comanda con meno fatica».

«Per avanzare ancora dice è necessario risvegliare, educare, sviluppare una facoltà più profonda: l’intuizione. Non vi spaventate di questa incomprensibile intuizione. Incominciate col non negarla, ed essa apparirà. Il grande concetto che la scienza ha affermato (sia pure in forma incompleta e con errate conseguenze), che l’«evoluzione» non è una chimera e sospinge il vostro sistema nervoso verso una sensibilità sempre più squisita, prelude a questa intuizione. E così con questa psiche più profonda, si manifesterà, apparirà in voi per legge naturale di evoluzione, per una maturazione fatale che è prossima. Voi lascerete da parte, per gli usi della vita pratica, quella vostra psiche esteriore e di superficie che è la ragione, perché solo con questa psiche interiore, che è nel profondo di voi, voi stessi potete comprendere la realtà più vera, che è nel profondo delle cose. Questa sola è la strada che porta alla conoscenza dell’Assoluto».

Poiché l’umanità deve avanzare, essendo prossima la civiltà che deve mettere in atto nel terzo millennio, c’è solo da augurarsi che scienziati, teologi e politici pratichino l’introspezione per pervenire a quello stato profondo di coscienza capace di rendere idonei a guidare gli uomini verso l’elevazione spirituale. E l’uomo, scoprendo l’Io vero dell’essere che è eterno, diverso dall’Io figlio della carne destinato a morire, vincerà la paura della morte che fin dalla nascita gli attanaglia il cuore. E quanti hanno ascoltato le mie prolusioni nelle conferenze, le mie trasmissioni radio-televisive e letti i miei articoli, comprenderanno il perché non mi sono mai stancato di ripetere:

«Che l’uomo non è quello che si vede allo specchio e che non può morire nemmeno se vuole».

La morte non esiste, ma, come ho detto, l’uomo non comprese e fissò tutta la sua attenzione sulla crocefissione anziché sulla Resurrezione, intristendo così la sua esistenza sul piano materiale e avvilendo il suo spirito. Comprenderanno anche il perché ho sempre ripetuto che:

«Se la scienza non diviene religiosa e la religione scientifica, l’uomo non potrà essere aiutato ad elevarsi».

Dal libro “La Grande Sintesi” di Pietro Ubaldi

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24 thoughts on “La mancanza di equilibrio nell’uomo ..secondo Pietro Ubaldi

  1. Buongiorno cara Pif !
    Congratulazioni per questo bellissimo articolo ! 🙂
    Mi hai chiesto di togliere i commenti spam, ma si informano nella piena consapevolezza che non mi piace lo spam dai vostri commenti, perché non tutti arrivano nella mia casella di posta elettronica! 🙂
    Di conseguenza, sono convinto che il problema è nel tuo regno e non a me!
    Io non ho spinto mai, assolutamente mai allo spam i tuoi commenti! 😦
    Piuttosto si prega di controllare ciò che accade a voi perché, per raggiungere commenti spam devi lasciare per arrivare a me.
    Oppure, per ragioni a me sconosciute, i vostri commenti al mio blog, non lasciare tutti voi …
    Spero di risolvere la situazione il più rapidamente perché, francamente, il tuo regno commenti che ho portare energia positiva ogni volta che li ho letto! 🙂
    Una settimana piacevole con tutto il cuore te e il tuo regno così tutta la famiglia desidera! 🙂
    Cordiali saluti,
    Aliosa 🙂

  2. Ubaldi ha saputo fare un quadro preciso della realtà ed è vero quando dice che la scienza è entrata in un vicolo cieco. Per quanto la scienza sia avanzata la condizione umana ed il dolore sono sempre gli stessi. La scienza cerca spesso il profitto e questo “peccato” porta sempre fuori strada. Anche le religioni pensano al loro predominio personale invece di cercare un punto di unione con le altre, dopotutto il Dio è uno solo.
    Queste cose sono dunque un sintomo della mancanza di equilibrio nell’uomo e dimostrano che Ubaldi sapeva valutare bene la realtà. Bel post.
    🙂

    • Buon giorno caro Amico, lo immaginavo che questo post di piaceva, infatti quando ho letto la prima volta nel libro la grande sintesi, ho capito subito che Ubaldi sa toccare il mio cuore..
      lui sapeva tanto e sopratutto attraverso i suoi libri ci ha lasciato grande cose da leggere…

      buona settimana 😉

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