Comportasi da persona giusta

Che cos’è una persona giusta? Un cristiano? Che cos’è un cristiano? In semplice parole e un cristiano e una persona che ha fiducia in Gesù Cristo e segue i insegnamenti che Gesù proclamava quando era qui sulla terra. Insomma Gesù d’aveva un esempio come si comporta un cristiano verso il prossimo. Che carattere aveva Gesù? Gesù era imparziale, destava la corruzione e l’ingiustizia, lui era affettuoso, gentile, amorevole, avvicinabile, umile, rispettoso e molto sensibile. Tutte queste qualità dovrebbe avere un vero cristiano.

Ma ci sono anche persone giusti che non sono cristiani? Nel Codice Etico del Nativi Americani e scritto le virtù di un Nativo Americano secondo i loro Comandamenti sono di questo carattere amorevole, altruista, coraggioso, fraterno, forte d’animo, generoso, paziente, rispettoso, saggio, tollerante, uguale al suo prossimo, umile e unito con il prossimo.

In Romani 2:11-16 e scritto:

11 Poiché presso Dio non c’è parzialità. 12 Per esempio, tutti quelli che hanno peccato senza legge periranno anche senza legge; ma tutti quelli che hanno peccato sotto la legge saranno giudicati mediante la legge. 13 Poiché non gli uditori della legge sono giusti dinanzi a Dio, ma gli operatori della legge saranno dichiarati giusti. 14 Poiché tutte le volte che quelli delle nazioni che non hanno legge fanno per natura le cose della legge, questi, benché non abbiano legge, sono legge a se stessi. 15 Essi sono i medesimi che dimostrano come la sostanza della legge sia scritta nei loro cuori, mentre la loro coscienza rende testimonianza con loro e, nei loro propri pensieri, sono accusati oppure scusati. 16 Questo avverrà nel giorno in cui Dio giudicherà per mezzo di Cristo Gesù le cose segrete del genere umano, secondo la buona notizia che io dichiaro”.

Comportarsi da persona giusta e un bene non solo verso il prossimo ma anche verso Dio, lui sa leggere nel nostro cuore se siamo cristiani del detto o del fatto o i giusti del detto e del fatto.. Essere cristiano non significa essere giusto, un vero cristiano imita Gesù, come Gesù imitava Dio suo padre quando era qui sulla terra..Vi auguro una buon fine settimana e una buona riflessione, come sempre vi abbraccio con sincera amicizia Rebecca🌻

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20 thoughts on “Comportasi da persona giusta

  1. Hai fatto una giusta analisi della situazione per cui mi risulta difficile aggiungere altro. Vero è che apparire non serve nulla conta solo essere.
    Buon fine settimana anche a te.

  2. Hai detto giusto Rebecca! Noi dovremo prima imparare e conoscere bene Gesù poi seguire le sue orme, per poi un giorno riuscire a vedere il volto di Dio. Un grande abbraccio e buon fine settimana ❤

  3. Ciao Rebecca. In televisione su Rai 1 sto guardando un concerto di Renato Zero all’ Arena di Verona dell’ anno scorso. C’ eri anche tu? Ciao, ‘notte 🙂

      • Ah, pensavo che magari, trovandoti a Verona, potessi esserci anche tu all’Arena l’anno scorso. Grandissimi Renato, me lo sono goduto.
        Riguardo al post, Rebecca, ti lascio immaginare la mia idea su chi sia una persona giusta. Chiaramente non sulla base del cristiano non cristiano,credente non credente, ma magari ecco, “buon cristiano”, buon buddhista, buon testimone di Geova, buon mormone, e anche buon ateo. Piu’ difficile e’ capire cosa si intenda per “buon”. Ma non piu’ di tanto. La Bibbia dice una cosa che non ricordo bene, ma si capisce. Credo sia un salmo: “chi dimorera’ nel tuo santo monte, o Signore? Colui che non pronunzia menzogna…” e frasi di questo tipo. Dio conosce, lo dice anche Gesu’, i suoi discepoli. Che non sono solo i cristiani. La persona giusta di quarantamila anni fa, “che non pronuncia menzogna, che non tradisce- sto inventando..ma verosimilmente…. chi non odia, chi opera il bene” e coso. Ecco, quello e’ un giusto, di qualunque epoca, religione o non religione. “”buon cristiano”, buon buddhista, buon testimone di Geova, buon mormone, e anche buon ateo…” sono parole del Dalai Lama. “Ad un buddhista dico di essere un buon buddhista, ad un buon cattolico dico di essere un buon cattolico..” eccetera. Ciao Pif, e bussy 🙂

        Marghian

        • Ah, Rebe’. Le parole che ho citato- non le ricordo bene-, ““chi dimorera’ nel tuo santo monte, o Signore? Colui che non pronunzia menzogna…”, tengo a scrivervelo, furono scelte da una gentilissima signora, zia di una mia cognata, per il ricordino… del mio papa’”. “colui..che non pronunzia…menzogna”. Ciao Rebe’.

          Marghian

        • Proprio ieri nelle adunanze abbiamo parlato sul fatto che nessuno uomo vale di più dell’altro, nessuno uomo (persona) deve essere discriminato per il suo credo o religione.. un testimone deve rispettare ogni persona, e nemmeno deriderlo per il suo credo.. qui in wordpress una amica cristiana cattolica mi ha negato l’amicizia per il fatto che frequento i TdG… 😉 e io pensavo che siamo tutti fratelli su questa terra… insomma fa niente vivo lo stesso .. buon lunedi bussi caro Marghian 🌻

  4. Non di rado, facendo certi paragoni, presi dallo sconforto, ci sembra di essere come uno di quei braccianti della parabola evangelica che hanno sopportato il caldo di tutta la giornata e vengono pagati dal padrone della vigna allo stesso modo di quelli che hanno lavorato un’ora soltanto.
    In altri termini, abbiamo lavorato tanto nella nostra vita: per vivere, per la nostra famiglia, a volte, per aiutare gli altri. Ma ora, magari, che stiamo per lasciare il lavoro, forse ci rendiamo conto di non avere molto da raccogliere. Mentre vediamo altre persone che hanno fatto e dato di meno avviarsi ad una vecchiaia più sicura.
    Per molto tempo ho pensato che ci fosse qualcosa di ingiusto in quella parabola.
    E’ vero che il padrone della vigna è libero di essere generoso e rispetta l’accordo fatto con quelli della prima ora, ma mi sono spesso ripetuto che avrebbe dovuto dare loro una “mancia” di gratificazione: in fondo avevano prodotto di più.
    Ho continuato a rimuginare il mio mugugno perché credevo di essere uno di quelli presentatisi di buon mattino.
    Un giorno, la folgorazione . Dovevo rovesciare la parabola e coglierne il grande messaggio di consolazione, anziché cavillare sull’ingiustizia.
    Crediamo spesso di essere quelli della prima ora perché non ci tiriamo mai indietro. Qualcuno chiede: “Chi mi dà una mano?” e rispondiamo “Eccomi!”. Affaccendati e affaticati, zappiamo l’orto della vita ogni giorno con pazienza, mentre altri se la spassano e magari ci sfruttano.
    Su questa parte in attivo della nostra partita con Dio siamo con gli occhi bene aperti, pronti a presentare il conto del dovuto.
    Ma c’è anche una parte passiva: le ripicche, le critiche, i giudizi e i pregiudizi. Anche in questo siamo operai attivi sin dal primo mattino.
    Se il Signore dovesse comportarsi da ragioniere preciso, addebitandocela, che cosa resterebbe della ricompensa?
    Ben venga quindi una contabilità alla grande, larga di misura, anzi senza misure; una contabilità che lascia aperta una speranza: anche se riusciremo a smettere di essere cattivi (quel tanto e quel poco) all’undicesima ora, il denaro che apre la porta ci sarà dato ugualmente.
    Da quando ho capito che la parabola è “rovesciabile” molte cose mi sono più comprensibili, nel senso che ho rinunciato del tutto a cercare di capirle. Se riusciremo a vivere “senza contabilità”, seguendo solo l’impulso del cuore ci ritroveremo ricchi.
    Quando ci viene la tentazione di fare i conti nella vita degli altri, ricordiamoci che i conti si fanno sempre alla fine.

    I CONTI ROVESCIATI

    di Fausto Corsetti

    Con un caro simpatico saluto

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