TASTOFOLLIA di Fausto Corsetti

TASTOFOLLIA

commento dal mio post

 

“Mandare una Cartolina”

Carta profumata, bigliettini con disegni, frasi che davano spazio ai sentimenti. Oggi, invece, le emozioni passano attraverso i tasti, poco cambia se del cellulare, dello smartphone o del computer.

Dalle lettere che coprivano lunghe distanze impiegando giorni e giorni per giungere a destinazione, alle e-mail che ci arrivano qualche attimo dopo l’invio, alle chat o agli sms tramite i quali ci si può scrivere avendo una risposta nel tempo necessario per scriverla.

Anno dopo anno si son fatti meno auguri a voce e per telefono e anche per e-mail; e tantissimi via social network, magari “urbi et orbi”. Ci sono stati meno incontri anche brevi per salutarsi. In compenso, nei momenti in cui si riusciva a tirare il fiato, si andava online. Per scambiare due chiacchiere con qualcuno che non fosse un cognato; per fare battute sugli ultimi strani eventi italiani; per rincuorare tutti, a metà pomeriggio del 25 dicembre, con dei “forza e coraggio” a sindrome influenzale galoppante. Poi magari ci si è visti con gli amici. I soliti. Non quelli, magari centinaia, che abbiamo su Facebook. E che stanno portando la parte “più evoluta” del pianeta, insomma i milioni e milioni di Facebook, quelli di Twitter e gli altri, a ridefinire il concetto di amicizia. Non più legame affettivo e leale tra affini che fa condividere la vita e (nella letteratura classica) la morte. Assai più spesso, un contatto collettivo. Non più una frequentazione continua fatte di serate, discussioni, reciproche consolazioni. Casomai, un dialogo virtuale fatto di battute tra individui che quando va bene hanno incrociato i propri sguardi due volte…

Tempi di “social networking”: l’amicizia si sta evolvendo, da relazione a sensazione. Da qualcosa che le persone condividono a qualcosa che ognuno di noi abbraccia per conto proprio. E non è poi raro che, dopo certi pomeriggi domenicali passati a chattare, ci si senta non appagati, guarda caso, lievemente angosciati e col mal di testa.
In tanta pantagruelica abbuffata di parole la comunicazione e il modo di scrivere sono lentamente e inesorabilmente cambiati.

Ci siamo tutti impoveriti nel linguaggio. Un buon discorso fatto fra due o più persone, nel passare da vocale a scritto, ha perso tutto il fascino di una tranquilla chiacchierata tra amici: non ci si guarda più in faccia per dirsi qualcosa ma si rimane incollati a schermi e schermucci a “pestare” o “lisciare” una tastiera, aspettando una risposta dall’altro.
Guardarsi negli occhi mentre ci si parla è importante perché lo sguardo rispetto alle parole esprime meglio i concetti, i sentimenti, gli stati d’animo. E’ troppo comodo mascherarsi dietro uno schermo ed esprimere ciò che si pensa piuttosto che affrontare la conversazione a viso aperto.

E’ innegabile d’altro canto che questo sia uno strumento comodo e veloce per comunicare e trasmettersi informazioni o materiale, ma – come tutte le cose – anche questo deve essere adoperato nel giusto modo perché risulti veramente utile e non diventi un alibi, un paravento dietro cui nascondersi per paura di affrontare l’interlocutore faccia a faccia.
Da tutta la tecnologia che ci “avvolge” e continuerà ad avvolgerci non trarre beneficio sarebbe forse poco intelligente, l’importante è usarla con raziocinio e quando realmente serve, e non per pigrizia o altro; ci deve aiutare a semplificare le cose non a renderci più pigri; avari persino nella possibilità di scambiarsi uno sguardo, un sorriso, una carezza.
Anche una mano che accarezza, se non è accompagnata da uno sguardo che sostiene e che avvolge, non è efficace e convincente. Sono infinite le parole che possiamo scrivere, pronunciare , “postare” ma solo poche quelle che restano, che riescono ad abitare le stanze interiori del cuore.

di Fausto Corsetti   …post programmato buon sabato a tutti 🌻

Annunci

44 thoughts on “TASTOFOLLIA di Fausto Corsetti

  1. Un profondo grazie dal cuore, carissima Rebecca. Ho apprezzato molto il tuo gesto di pubblicare queste mie riflessioni, a cui sono particolarmente affezionato. Notevoli anche i profili di evidenziare alcuni passaggi del testo.
    GRAZIE ancora.

  2. È quello che penso anch’io da sempre. Niente nella vita è male in assoluto, siamo sempre noi che decidiamo che uso fare di ogni cosa. Internet e la tecnologia possono essere buoni o cattivi, a seconda di come li usiamo. Prendi un coltello, se lo usi per tagliare la verdura è una buona cosa. Se invece lo usi per accoltellare qualcuno diventa una cattiva cosa. In realtà il coltello resta sempre un oggetto, siamo noi che decidiamo come usarlo.

    Un saluto

  3. I social permettono alle persone di restare in contatto tra loro, ma danno anche diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano al bar dopo un bicchiere di vino e ora hanno lo stesso diritto di parola dei Premi Nobel”.

  4. Belllissima e condivisibile riflessione.Come tutto il progresso anche nella comunicazione attaraverso i social c’è sempre il rovescio della medaglia, è neccessario non lasciarsi trascinare troppo da questo mezzo perché non potrà mai essere come una conversazione telefonica o, ancora meglio come parlare faccia a faccia.
    I social permettono una comunicazione immediata con chiunque anche a centinaia di km di distanza, ma i rapporti di amicizia, perché siano veri, non si possono affidare solo a questo. Come dico sempre: Le belle parole si dissolvono nell’aria…..i fatti sono quelli che restano 😉

  5. Come riflessione non fà una piega, ma come sempre prima di condannare i social bisognerebbe condannare chi ne fà un’uso smodato e spropositato. Vero una volta si scriveva lettere che quando arrivavano erano con notizie obsolete, io scrivo sia lettere che email che sms, chatti e chiacchiero guardando l’interlocutore negli occhi. Dipende sempre dalla persona con cui devo comunicare, ma se colui o colei si trovano a 100 o 1000 km da me, e non posso raggiungerli di persona, perchè dovrei privarmi del gusto di continuare ad avere contatto con loro? Anche il blog è qualcosa che una volta non c’era, non tutti potevano esprimere i loro pensieri sulla carta stampata. Oggi è così, stà a noi saper fare la scelta giusta e non perder tempo a leggere idiozie che non ascolteremmo neppure con le orecchie

    • Non c’è via di mezzo , non c’è equilibrio, e quando per una ragione qualsiasi riesci a trovarlo questo ti sembrerà la cosa più precaria e fragile che tu abbia mai vissuto.
      E questa è “semplicemente” la vita di oggi. La vita guasta e difficile che ci hanno consegnato sotto forma di “spirito individuale”, pregna di possibilità globali e locali, ma così povera di accessi effettivi e giusti a quelle stesse possibilità; ingarbugliata e complicata allo sfinimento, ma rorida di comunicazione tecnologico-innovativa che riesce a riesumare vecchi tribalismi, che attiva neo-comunità del riconoscimento e dell’identificazione, che plasma quell’”essere-insieme banale” e distante sostenuto da informazioni eccessive e nauseabonde, che trasformano il privato in pubblico, e il pubblico in un’enclave abbandonata a se stessa.

      In tutto questo, l’equilibrio con se stessi e con le nostre relazioni è dunque fondamentale. Ma costa fatica, costa perseveranza, c’è di mezzo un’attesa priva di superficialità. Ma soprattutto un esercizio spregiudicato d’umiltà.

  6. La questione è legata credo alla fascinazione che la virtualità può dare e che ognuno ( adulto) è libero di vivere come vuole ( anche escludendo qualsiasi tipo di incontro reale a priori se problematico per il proprio reale) Nel momento in cui si inizia a rinunciare al reale per restare incollati al virtuale, la cosa diviene preoccupante ed è bene iniziare a farsi serie domande.

    Ciao Rebecca, buon fine settimana:-)

  7. Che strano, lo stesso tipo di “commento” è stato inviato anche a noi in merito ad un post che avevamo pubblicato. Abbiamo ricevuto Tastofollia di Fausto Corsetti e lo abbiamo pubblicato poiché ci sembrava inerente a quanto avevamo scritto. Poi abbiamo ricevuto Il viaggio e Cortesia metropolitana. Fausto Corsetti è stato molto gentile nel chiedere se vogliamo pubblicarli, ma non capiamo perché non scegliere di avere uno spazio da gestire tutto per sé come un blog personale

  8. Ho letto i commenti cara Rebecca ma, personalmente, non la vedo in questo modo….una persona può saper scrivere bene, come Fausto, e può piacere farlo, ma per quanto riguarda aprire un blog essere contrario, sappiamo bene quanto tempo e costanza ci vuole, e se lui, ad esempio, preferisse dedicare il tempo alla sua famiglia? Si può fargliene un torto? Io sicuramente no e se vorrà mandarmi altre sue riflessioni sarà sempre un onore e un piacere per me pubblicarle, perché al di là di ogni altra considerazione, amo la buona scrittura 🙂

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...